Idee Spaziali

17 12 2008

cym_01Come ogni innovazione, Internet mostra i due lati della medaglia: l’unico modo per evitare i pericoli di un nuovo strumento è leggere attentamente le sue istruzioni. Come educare allora gli screenager, così chiamati perché a contatto continuo con lo schermo”         (Repubblica.it)

Gli adolescenti soli sul Web, online soprattutto le ragazze tra i 12 e 14 anni. Sempre più soli, chiusi in camera a chattare e confidarsi con gli amici, invece che con i genitori.”  (Leggo Newspaper)

Gli adolescenti italiani impazzano su chat e social network. In crescita l’uso di Internet tra i giovani, ma anche il rischio violazione privacy.”                 (Magazine Libero.it)

” Le ripercussioni possono essere serie. Le masse adolescenziali non hanno gli strumenti per una corretta ‘decodifica’ delle risposte che leggono su internet con il rischio di interpretazioni dannose sul piano psicofisico.” (Repubblica.it)

E’ un po’ che mi diletto a esplorare la rete attraverso le sue infinite strade ed ogni volta che cerco qualcosa che riferisca alla relazione Web – Adolescenti – Educazione non riesco a non rimanere sbalordito di come l’immagine di questa relazione sia così distorta nel nostro paese. Dalle notizie su magazine online agli interventi nei blog fino agli eventi discussi, si parla praticamente solo di pericoli, “strumenti per decodificare” o normative, senza rendersi conto, ancora una volta mi verrebbe da dire, di quanto sia inutile e obsoleta l’idea di potersi approcciare alla realtà partendo dal mettersi al riparo, dal proibire ciò che non si conosce.

Mi piacerebbe infatti comprendere in che modo una generazione come quella al potere oggigiorno possa fornire degli strumenti di decodificazione, delle normative o anche solo dei consigli d’uso alle generazioni odierne nate e cresciute nell’era digitale ed incredibilmente più avanti nell’approccio allo strumento Web.

” Un tempo neppure si facevano certe domande ai genitori: il sesso è rimasto tabù per molte generazioni. Solo con i compagni di gioco si aveva la faccia di affrontare certi discorsi e spesso le risposte erano più confuse delle domande. Adesso c’è internet ma il disordine culturale che regna nella rete rischia di fare nuove vittime: “Per questo urge una legislazione internazionale che tuteli i fruitori, soprattutto in età evolutiva”, reclama l’Osservatorio sui diritti dei Minori.”        ( Repubblica.it)

Io credo, con tutto il rispetto per l’Osservatorio sui diritti dei Minori, che il disordine culturale a cui fare attenzione non è quello che regna nella rete…..semmai quello che porta il nostro paese ad essere in mano unicamente ai settantenni….con tutto il rispetto per i settantenni (dai papà nun t’incazzà!!)

Il fatto di essere cresciuti in una società con i suoi tabù e le sue regole non può farci (e mi ci metto anche io con i miei 30 anni…) chiudere gli occhi di fronte a nuovi spazi di comunicazione ed espressione, nuove strade di conoscenza, nuove regole. Probabilmente proprio l’esasperazione di quei tabù ha contribuito a delineare la strada che ha intrapreso il mondo degli adolescenti online: è la richiesta di spazio che finalmente trova uno strumento di massa, accessibile e comprensibile per tutti.

Il social networking consente non solo di crearsi uno spazio personale ma anche di interagire in modo attivo con i propri contatti. Di scambiare idee e costruire conoscenza, con la libertà di scegliere la rete di cui far parte e soprattutto di farlo in modo semplice ed accessibile per tutti.

Spazio e idee.

Ecco i “nuovi” Tabù.


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